sabato 27 novembre 2010

Il problema sta nel modo di vedere le cose, non in come sono realmente!

Malgrado la scienza abbia fatto progressi immensi, noi ancora siamo vittime del vecchio sistema, del vecchio modo di vedere il mondo. Questa inefficienza la portiamo con noi e la riversiamo nell'ambito relazionale e lavorativo.

Di fronte ad un problema reagiamo sempre allo stesso modo, oppure seguendo degli schemi prestabiliti.

Agli inizi Novecento, quando un gruppo di scienziati guidati da Niels Bohr, penetrarono nei meandri della materia atomica e capirono che il sistema meccanicistico di Isaac Newton, basato sulla credenza che le particelle elementari fossero solide, non riusciva a dare risposte ai nuovi quesiti, gettarono le basi per lo studio della fisica quantistica.

Qualche anno prima, Albert Einstein sconvolte il mondo della fisica ipotizzando la famosa teoria della relatività.

Per secoli prima i filosofi e poi gli scienziati discutevano di temi come lo spazio, il tempo. Dopo anni della pubblicazione della teoria di Einstein, in ambiente scientifico si parla di spazio-tempo e non più di spazio e/o di tempo.

La realtà è più complessa delle categorizzazioni che l'uomo riesce a ideare. Generalizzare un concetto e inserirlo in una categoria ci aiuta a vivere il quotidiano, a superare le difficoltà che la vita ci impone. Senza di esse non potremmo agire velocemente, non saremmo in grado di generare immediatamente una risposta ad uno stimolo.

L'abitudine a ragionare sempre con gli stessi schemi mentali però ci limita quando dobbiamo superare un problema di livello superiore. Quando dobbiamo andare in profondità, analizzare le fasi, capire il sistema che sta alla base, se ragioniamo per generalizzazioni non capiremo il vero significato e quindi non supereremo la difficoltà cognitiva, e senza di essa non arriveremo alla soluzione.

Non esiste una realtà unica ed immutabile, o comunque noi come uomini non siamo in grado di comprenderla: quando pensiamo di esserci riusciti scopriamo nuovi scenari da approfondire. Viviamo in un continuo processo di avvicinamento alla realtà.

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